Parametri laboratorio

pH

Il pH è una misura della concentrazione degli ioni H+(idrogeno) e rappresenta una quantificazione dell’acidità dell’acqua. Il valore di 7 corrisponde ad un acqua neutra, mentre per valori inferiori a 7 si tende verso un carattere acido e per valori superiori a 7 verso un carattere basico.
Il Decreto Legislativo n°31 del 02/02/2001, in attuazione della Direttiva Europea 98/83/CE relativa alla qualità delle acque destinate al consumo umano, fissa come limiti un valore compreso fra 6,5 e 9,5.

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Durezza

La durezza è una misura della quantità totale di sali di calcio e di magnesio. Viene misurata in “gradi francesi °F” (un grado Francese 1 °F corrisponde ad un equivalente di 10 mg/l di CaCO3). E’ noto come il calcio e il magnesio siano elementi fondamentali per la vita, in particolare per lo sviluppo e mantenimento del sistema osseo, muscolare e nervoso.
La normativa vigente non fissa limiti, ma consiglia per motivi di confort di raggiungere valori compresi fra 15°F e 50°F (valori troppo bassi rendono l’acqua aggressiva, valori eccessivi conferiscono carattere incrostante).
Questo parametro può essere utilizzato nella programmazione di alcuni elettrodomestici (lavatrici, lavapiatti in particolare).

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Conducibilità

La conducibilità misura la capacità dell’acqua di trasmettere la corrente elettrica. Più la conducibilità è elevata, più l’acqua è in grado di trasmettere la corrente elettrica. In pratica, è una misura indiretta della quantità totale di sali presenti in acqua.
Il Decreto Legislativo n°31 del 02/02/2001, in attuazione della Direttiva Europea 98/83/CE relativa alla qualità delle acque destinate al consumo umano, fissa il limite di 2500 μS/cm.

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Nitrati

I Nitrati sono un elemento del ciclo dell’azoto (stadio finale del processo ossidativo dello ione ammonio), di origine naturale o indotti dall’uomo, utilizzati spesso nei fertilizzanti. La loro presenza nelle falde sotterranee è normalmente bassa, mentre valori elevati indicano un possibile inquinamento spesso di origine agricola.
Il Decreto Legislativo n°31 del 02/02/2001, in attuazione della Direttiva Europea 98/83/CE relativa alla qualità delle acque destinate al consumo umano, fissa il limite di 50 mg/l.

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Nitriti

I Nitriti sono un elemento del ciclo dell’azoto (dal processo ossidativo dello ione ammonio), utilizzati spesso nell’industria agroalimentare come conservanti.
Il Decreto Legislativo n°31 del 02/02/2001, in attuazione della Direttiva Europea 98/83/CE relativa alla qualità delle acque destinate al consumo umano, fissa il limite di 0,5 mg/l.

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Ammoniaca

L’ammoniaca è un elemento del ciclo dell’azoto, naturalmente presente nelle acque di falde sotterranee. La sua presenza nelle risorse in quantità importanti può essere legata ad un inquinamento di origine industriale, agricola o antropica.
Il Decreto Legislativo n°31 del 02/02/2001, in attuazione della Direttiva Europea 98/83/CE relativa alla qualità delle acque destinate al consumo umano, fissa il limite di 0,5 mg/l.

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Solfati

Dalle nostre parti, lo ione solfato è di origine mineralogica e legato ad alcuni terreni e rocce che contengono principalmente solfato di sodio, solfato di magnesio e solfato di calcio. Lo ione solfato si dissolve nell’acqua freatica.
Il Decreto Legislativo n°31 del 02/02/2001, in attuazione della Direttiva Europea 98/83/CE relativa alla qualità delle acque destinate al consumo umano, fissa il limite di 250 mg/l. Conviene notare come l’Organismo Mondiale della Sanità ha consigliato un limite massimo di 500 mg/l. Ricordiamo infatti che note acque minerali in bottiglia presentano valori superiori all’attuale limite per l’acqua potabile (la normativa per le acque minerali in bottiglia è diversa).

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Cloruri

Il cloruro è un ione estremamente abbondante in natura sotto forma di Sali. Quello più universalmente noto è il cloruro di sodio (NaCl), il normale sale da cucina, presente sulla crosta terrestre in grandi quantità nell\’acqua di mare. Lo ione cloruro si trova in concentrazioni minori anche nelle acque dolci e in numerose bevande di uso comune. Nel corpo umano il cloruro presiede ad importanti funzioni biologiche e lo si trova, fra l\’altro, nel sangue.
Il Decreto Legislativo n°31 del 02/02/2001, in attuazione della Direttiva Europea 98/83/CE relativa alla qualità delle acque destinate al consumo umano, fissa il limite di 250 mg/l. Conviene notare come l’Organismo Mondiale della Sanità ha consigliato questo limite per motivi di gusto e non per rischi legati alla salute.
Ricordiamo infatti come note acque minerali in bottiglia presentano valori ben superiori al limite per le acque potabili (la normativa di riferimento è diversa), e come un cucchiaio di sale aggiunto in cucina rappresenta più dell’equivalente di 10 litri d’acqua alla concentrazione massima autorizzata.

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Ferro

Il ferro è un metallo naturalmente presente nel sottosuolo. E’ uno degli elementi più comuni della crosta terrestre costituendone circa il 5%. E’ considerato come un elemento oligonutriente indispensabile per le forme di vita. In particolare, il ferro è indispensabile per la sintesi dell’emoglobina, di numerosi enzimi e delle proteine. Il Decreto Legislativo n°31 del 02/02/2001, in attuazione della Direttiva Europea 98/83/CE relativa alla qualità delle acque destinate al consumo umano, fissa il limite di 200 μg/l. Alimenti ricchi di ferro sono la carne, il fegato, le ostriche, il tonno, il salmone, i fagioli secchi, i cereali integrali. La tabella seguente evidenzia il contenuto medio in ferro in 100g dei principali alimenti, dandone l’equivalente in litri d’acqua del rubinetto con la massima concentrazione ammissibile di ferro.

 Contenuto Medio in 100 gEquivalente in litri d’acqua del rubinetto con massima concentrazione ammissibile
Fichi secchi0,5 mg2,5 litri
Ciliegie4 mg20 litri
Mele0,3 mg1,5 litri
Uva3,5 mg17,5 litri
Ceci6,9 mg34,5 litri
Zucchero scuro3,4 mg17 litri
Latte vaccino0,04 mg0,2 litri
Manzo3,2 mg16 litri
Fegato6,5 mg32,5 litri

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Manganese

Il manganese è un metallo appartenente allo stesso gruppo chimico del ferro. E’ naturalmente presente nel sottosuolo in abbondanza, ed è considerato come un elemento oligonutriente per tutte le forme di vita. In particolare, è coinvolto nella sintesi del DNA e RNA.
Il Decreto Legislativo n°31 del 02/02/2001, in attuazione della Direttiva Europea 98/83/CE relativa alla qualità delle acque destinate al consumo umano, fissa il limite di 50 μg/l.
Alimenti ricchi di manganese sono i semi e il the. La tabella seguente evidenzia il contenuto medio in manganese di un tazza dei principali alimenti, dandone l’equivalente in litri d’acqua del rubinetto con la massima concentrazione ammissibile di manganese.

 Contenuto MedioEquivalente in litri d’acqua del rubinetto con massima concentrazione ammissibile
Riso integrale cotto una tazza1,68 mg37 litri
Spinaci bolliti una tazza1,60 mg32 litri
Mandorle una tazza3,06 mg61 litri
Fave una tazza0,92 mg18 litri
Farina integrale una tazza6,34 mg127 litri
Tè una tazza0,49 mg10 litri
Piselli una tazza0,80 mg16 litri

 

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Arsenico

L’arsenico è un semimetallo componente naturale della superficie della terra. In natura, la sua presenza si riscontra in rocce, suolo, aria ed acqua sia sotterranea che superficiale. Può presentarsi sia in forma inorganica, come quelle che contaminano le acque (ad alte concentrazioni possono risultare tossiche), che in forma organica come quelle che contaminano pesci e crostacei. Il Decreto Legislativo n°31 del 02/02/2001, in attuazione della Direttiva Europea 98/83/CE relativa alla qualità delle acque destinate al consumo umano fissa la concentrazione massima di arsenico nell’acqua potabile a 10 μg/L poiché viene ritenuto che livelli di arsenico più elevati possano comportare rischi per la salute in modo strettamente dipendente dalla durata dell’esposizione.

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Magnesio

Il magnesio è un metallo alcalino terroso e costituisce circa il 2% della crosta terrestre ed è molto abbondante tra gli elementi disciolti nell’acqua di mare. ll magnesio disciolto nell’acqua, contribuisce, come il Calcio, alla durezza totale.
Il D.lgs. n. 31/2001 non prevede un limite per il parametro magnesio nell’acqua potabile. Oltre che nelle rocce e nell’acqua marina, il magnesio è uno dei componenti essenziali sia nel mondo vegetale sia in quello animale. Nell’uomo è importante nella trasformazione dei grassi e degli zuccheri in energia, serve a fissare il calcio, è indispensabile per il corretto funzionamento dell’attività cardiaca, del sistema nervoso e muscolare. Alimenti ricchi di magnesio sono i cereali (soprattutto integrali), frutta secca (noci, mandorle ed arachidi), il grano saraceno, il cacao, le lenticchie, le verdure verdi (soprattutto spinaci) e anche nelle carni, nei farinacei e nei prodotti lattiero-caseari.

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Fluoruri

Il fluoro è un elemento largamente diffuso in natura, si trova in molti minerali della crosta terrestre, ma non si trova allo stato elementare, a causa della sua reattività, ma sotto forma di fluoruri. Il Decreto Legislativo n°31 del 02/02/2001, in attuazione della Direttiva Europea 98/83/CE ha stabilito un valore guida di 1,50 mg/L. Il fluoro a basse concentrazioni e in età pediatrica può avere un effetto benefico, riducendo l’incidenza delle carie e favorendo la mineralizzazione ossea. La concentrazione minima di fluoro nell’acqua da bere necessaria per esercitare un effetto protettivo sulla salute dei denti è stimata a circa 0,5 mg/L; tale effetto aumenta con la concentrazione di fluoro fino alla concentrazione di 2 mg/L. L’eccessiva assunzione di fluoruri può anche avere seri effetti sul tessuto scheletrico: la fluorosi scheletrica (con cambiamenti nella struttura dell’osso) può insorgere quando l’acqua contiene 3-6 mg/L.  Alimenti ricchi di fluoruri sono tutti i vegetali in quanto lo assorbono dal suolo e dall’acqua. In particolare sono ricchi di fluoro i cavoli, il te ed il pesce.

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Sodio

Il cloruro di sodio, meglio noto come sale comune, è il composto più diffuso del sodio, ma altresì si trova in molti altri minerali rendendolo il quarto elemento più abbondante della crosta terrestre (2,6%). Il sodio è uno dei minerali più importanti per l’organismo umano è indispensabile per la sua crescita e per garantire la sua buona salute. È presente in quantità abbondanti nel sangue, nel tessuto osseo e nella cartilagine ed è fondamentale per la regolazione di diverse funzioni vitali, come quelle relative alla trasmissione degli impulsi nervosi, della contrazione muscolare e dell’assorbimento di nutrienti e liquidi da parte delle cellule. Spesso il sodio viene considerato la causa di alcuni disturbi, in realtà è il suo eccesso a creare problemi per la salute umana. Il sodio è uno dei minerali presenti nell’acqua potabile, ciò suggerisce l’importanza di provvedere a una regolare e costante idratazione attraverso l’introduzione di almeno 1,5 litri di acqua al giorno. Per il resto, è bene sapere che il sodio è contenuto in tantissimi alimenti, soprattutto in quelli di origine animale. La fonte di sodio più importante però resta il comune sale da cucina (cloruro di sodio) sufficiente a garantire il fabbisogno quotidiano di questo minerale. In alternativa al sale, altri cibi ricchi di sodio sono la carne, i latticini (soprattutto i formaggi stagionati) e gli insaccati. Dal momento che tutti i prodotti industriali, confezionati e raffinati sono arricchiti con sale e zuccheri aggiunti, è davvero molto semplice superare la dose consigliata di sodio senza rendersene conto. A tal proposito, è opportuno ridurre il consumo di tali alimenti e introdurre più frutta, verdura e cibi freschi nella dieta, che sono naturalmente poveri di sodio e aiutano a controbilanciare eventuali eccessi. Il Decreto Legislativo n°31 del 02/02/2001, in attuazione della Direttiva Europea 98/83/CE ha stabilito un valore massimo consigliato di 200 mg/L.

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Potassio

Il potassio può essere naturalmente presente nell’ambiente ed è uno dei 7 minerali essenziali, insieme a calcio, magnesio, fosforo, sodio, cloro e zolfo per l’uomo. Il potassio partecipa alla contrazione muscolare, inclusa quella del muscolo cardiaco; regola l’equilibrio dei fluidi e all’interno e all’esterno delle cellule; aiuta a ridurre il rischio di calcoli renali, contribuisce a mantenere normali livelli di pressione arteriosa. I sintomi della carenza di potassio sono la stanchezza, i crampi, il battito cardiaco irregolare e la stitichezza. Il fabbisogno giornaliero di potassio è di circa 3.9 g per gli adulti, come indicato dalle Linee guida LARN 2014 (Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia, elaborata dalla Società Italiana di Nutrizione Umana). Tra i cibi più ricchi di potassio figurano fagioli, piselli, asparagi, patate, albicocche, banane, cavolfiori, spinaci, soia, arachidi. In generale la presenza è comunque rilevante in frutta, verdura, pesci (per esempio salmone, merluzzo e sardine) e carni fresche (sia bianca che rossa). Anche latte e yogurt sono buone fonti di potassio, mentre l’apporto di potassio con l’acqua potabile è modesto.  Il D.lgs. n. 31/2001 non prevede un limite per il parametro potassio nell’acqua potabile.

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Calcio

La presenza di calcio nell’acqua è dovuta al discioglimento dei minerali. Quantità elevate di calcio nelle acque indicano generalmente la provenienza da rocce come calcari (carbonato di calcio) e dolomie (carbonato doppio di calcio-magnesio). Quando il tenore di calcio è superiore a 150 mg/L l’acqua può essere definita “calcica”. Il calcio contribuisce in maniera rilevante alla durezza totale dell’acqua. Il D.lgs. n. 31/2001 non prevede un limite per il parametro calcio nell’acqua potabile.

Il calcio è un elemento necessario per la formazione dei denti e del tessuto osseo; le acque calciche sono consigliate sia durante la gravidanza, sia in età avanzata per combattere l’osteoporosi. Anche nel caso di malattie cardiovascolari non ci sono controindicazioni all’impiego di acque contenenti calcio. Ve ne sono invece in caso di disfunzioni renali caratterizzate da eccesso di calcio.

 

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Bicarbonati

Lo ione idrogeno carbonato o ione bicarbonato (che è il nome più comune) in acqua è dovuto principalmente ai sali disciolti di calcio e magnesio. Esso contribuisce alla durezza e alla capacità tampone dell’acqua: carbonati, bicarbonati e anidride carbonica, sono infatti in equilibrio tra loro in funzione del pH.

I bicarbonati sono espressi in mg/L di HCO3.

Il D.lgs. n. 31/2001 non prevede un limite per il parametro bicarbonati nell’acqua potabile.

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Residuo fisso

È il contenuto di sali minerali, espresso in mg/L, ottenuti evaporando a 180 C° un litro di acqua. Il residuo fisso deriva principalmente dalla presenza degli ioni sodio, potassio, calcio, magnesio, cloruro, solfato e bicarbonato.

Le acque sono classificate in base al valore del residuo fisso:

  1. Minimamente mineralizzate: < 50 mg/L; si tratta di acque povere di sali minerali;
  2. Oligominerali: <500 mg/L;
  3. Minerali: il residuo fisso è compreso tra 500 e 1000 mg/L.
  4. Ricche di sali minerali: il residuo fisso > 1500 mg/L.

Il parametro non è presente nella Dir. 98/83 CE; il suo recepimento nazionale D. Lgs

31/2001, invece, riporta un valore massimo di parametro consigliato di 1500 mg/L.

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Cloro libero

Il cloro libero si riferisce a tutti i composti a base di cloro, come l’acido ipocloroso e l’ipoclorito, i quali hanno un alto potere disinfettante. Rappresenta la quantità di disinfettante residuo presente nell’acqua al momento dell’analisi.

La presenza di cloro libero deriva dal trattamento di disinfezione, effettuato per lo più con ipoclorito di sodio.

I composti contenenti cloro sono molto comuni come agenti sbiancanti e disinfettanti. Può agire come un ossidante per ossidare molti composti dannosi in acqua. Inoltre, può migliorare il gusto dell’acqua potabile.

Bisogna fare molta attenzione con il cloro; anche se non è considerato un veleno vero e proprio, non bisogna dimenticare che è stato usato nella prima guerra mondiale come gas asfissiante. Dunque, massima attenzione e attenersi sempre ai dosaggi indicati.

Il parametro Cloro residuo è inserito tra i parametri indicatori, con un valore consigliato all’utenza di 0,2 mg/L (D.Lgs. 31/2001).

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